Archivi per Autore: ‘hanonimo’

____ 170 ____

il crepuscolo dei somari

il tempo scade
come una mozzarella
o un pezzo di carne
e il tempo degenera
sa di cattivo
caccia un odore marcio
un sapore moribondo

arriva ora l’autunno
e spero sia caldo
come quelli che sappiamo
in cui le strade
erano piene
di protesta
di passione
di entusiasmo collettivo

arriva l’autunno
e cadranno le maschere
ai tanti ladroni
aitanti somari
che col tempo
hanno approfittato
hanno saccheggiato
hanno stufato

non più
governanti scaduti
balie bagnate
di sudore nostro

è tempo
di tornare
freschi di giornata.




____ 169 ____

primo settembre

per scrivere
basta avere qualche cosa
qualche cosa da dire

certo,
scrivere
non è come parlare
ma leggere
è come ascoltare

ascoltare
parole nel silenzio
che ci deve essere
che speriamo che ci sia
perchè è più bello
leggere
se nessuno ti parla

ho stanchezza
di inseguire pensieri
che non si formano
chiari
come dovrebbero
alla fine di cui vedi
vedresti
ciò a cui hai
avresti pensato

così lascio correre
scorrere
parole libere
come pensieri d’insonnia
in un circuito ossessivo
che non porta
e non apre

e solo per il gusto
di poterle leggere
dopo
anche adesso
e accorgermi
leggendole
che sono io oggi
uomo senza meta
e io sarò.




____ 167 ____

Il pensiero delle pietre

Ascolta, lettrice
saprò dirti
penso.

La voce ti è profonda
ma esce in superficie.

Posso sentire profondo
ciò che sento in superficie?

Eppure tutto
nasce in fondo
eppure quel tutto
arriva alla pelle.

Ascolta, lettrice
hai creato un’onda d’urto
col solo bacio della mente
e la tua pelle può reagire
allo spazio
freddo
ora caldo
che la circonda.

Il corpo del tuo pensiero
mi cerca e mi trova
impreparato.

Nudo
come te
ma ti stringo di puro senso.

Stamattina è passata
inizia oggi.
E porto una pietra all’orecchio
e sento il mare che si avvicina.




____ 163 ____

Dire cretinate

Mi è venuta
così
questa mattina
leggendo il giornale.

E ora
non riesco a resistere
devo dirla.

E ora
allora la dico:
“asino chi elegge”.

Ecco
l’ho detta
come un bambino delle elementari
al suo vicino di banco
come le ingenuità
che non sento più dire
pura ingenuità
che oggi
è considerata
male.

Ma me ne frego
e la dico
la mia ingenuità
stufo
dei politici ora
come stufo ero
della maestra
che mi insegnava solo a essere
un bravo scolaretto
che mai sono stato
e mai sarò.

“Asino chi elegge”
e scolaretto
sarai tu
e bravo
tientelo per te.

Io bigio
non vado più a scuola.




____ 161 ____

sapessi

la mia vita
saprebbe
di meglio
se solo non
mi mordessi la lingua

oggi
ma anche pochi giorni
fa
mangiando un toast
prosciutto
formaggio
e tovagliolino
incollato al formaggio
è successo

non era la prima
volta
ma sarà l’ultima
stavolta

non mangerò
più
in quel poast


ci mangio troppo
di fretta
e non mi piace
ciò di cui sa

saprebbe
di meglio
se solo mangiassi
dal tuo piatto
ogni giorno
ogni toast
ogni voalt

l’amore
è per me
questo

mangiare
dal tuo piatto
mentre mi guardi
e mi sorridi
piena di fame




____ 159 ____

concerto muto 2

parole a vista
svolte
in metrica relativa
spuntano
da tutte le parti.

la parola sta lì
non ti dice niente
provi a leggerla
non si muove
provi a inquadrarla
non si ribella.

parola muta
senza se stessa
che le dica
chi è
e
che cosa ci faccia lì.

attacco
neurologico
in corso,
dislettura
intellettiva
che si materializza,
noia insipiente
che si insinua,
tutti i  sintomi
sono scritti
dove non dovrebbero essere,
attorno alla parola
ricevuta
ma non arrivata.

parola che parti
e
non sai dove andare
resta
- per favore -
a casa.




____ 157 ____

apologia di libertà

stamattina
esco di casa
dal portone di casa
e faccio il primo passo
della giornata

un vigile mi ferma
e mi dice
no
non si può

e perchè?
checcè che non va?
sto solo andando
dal portone all’auto

no
non si può
prendersi assoluta
questa libertà
del primo passo

allora faccio
per tornare
anzi
senza capire
e faccio
il secondo primo passo
della giornata
ma verso indietro
verso il portone

no
non si può
prendersi assoluta
questa libertà
del secondo primo passo

allora cerco
di aggirare
il primo e anche il secondo
avanti e indietro
primo passo
e
salto di fianco
per togliermi
d’impasso

il vigile mi fa
male
col suo manganello
e
mi fa
uscire di testa
che non posso avere
la libertà assoluta
di aggirare
e
di saltare
la regola
ma posso prendermi
invece
una bella tegola
sul capo chino

da stamattina
sono libero
libero assoluto
di stare fermo e muto.




____ 156 ____

do di pancia

mi alzo insieme
col mal di testa

poca voglia di tutto

i muscoli stropicciati
si gonfiano di fatica
le lenzuola fanno pena
fradicie di pena
lasciata lì dalla notte

la sigaretta scoppia nel petto
acida e rancida
fa abbastanza schifo
pure lei
ma resta in bocca
è buona
la sua spiacevolezza

il cane guarda
e non giudica
sorride
finalmente qualcuno lo fa
e lo posso giudicare bene

acqua fredda
calda
fredda
occhiali scuri
dentifricio spazzolino
cappello di lana
e in cucina
pane salame una birra
il mondo sembra prendere sapore

suono muto
che esce dal profondo di me
seduto al tavolo alto
sulla sedia alta
di quella cucina
mai stato così in basso
come ogni volta digerisco

arrivi tu
e mi parli
tacendo
mi parli di gambe abbronzate
di seni assolati
di segni bianchi del costume
uniche parti
chiaramente
che violerei di te
per l’immacolata tentazione
che buttano lì
con sfacciataggine

il tavolo è troppo alto
per prendere ciò che chiama
e ti lascio andare
sotto la doccia
a te ci penserò più tardi

ora
è tempo di volare
da solo
in fondo al mare.




____ 155 ____

concerto muto

tu




____ 147 ____

prima che sia chiaro che sarà buio

quel momento
che arriva
quando si decide
da solo

leggerezza che vola via
quella che la fa andare
quella che resta
che resta non più
nulla più
resta solo ciò che era
e sarà
d’ora in poi
e sarà solo
ciò che era

e ora
è solo sera
breve leggera
velata sera
che sarà sempre qui
senza esserci mai più