Archivi per Autore: ‘Vegas De Laroja’
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Il quadro e la nota
Il quadro e la nota.
La musica spezzata.
Come pentagramma sventrato dal ricercarsi… Su una base di pioppo morbido….
Una linea immaginaria che da un angolo di 90 gradi… Taglia distratta tutta la superfice fino ad un un angolo opposto… Come uno squarcio di nervosismo e cattiveria… Tra 5 linee e la chiave di violino… Solitaria e bella come il Sol.
Tra colori di nero…rosso e giallo…. Come occhio che vede attraverso l’immagine del suono.
Divisione tra la tonalita di colore e quella della musica espressa.
E le chiavi ballano intersecandosi e specchiandosi… Formando lettere stilizzate e farfalle leggere…..
Il quadro e la nota.
La musica astratta.
Che si dissolve in oblii di vetri senza riflessi. Opachi come il tempo buio che incombe sulla luce. A celar ogni ombra… A cancellar cornici e miti. Spegnendo la mia pupilla lucida affranta.
Come cenere che copre il colore.
Senza lacrime e senza dolore.
Solo apatia di un sogno che non si realizza.
Incompiuto.
Come la nostra esistenza.
Posted by Vegas De Laroja
Ho un amico.
Che si chiama Andrea.
Lui vive lontano.
Ma riesce a parlarmi tutti i giorni.
Mi tende una mano. Ride…per poi piangere.
Poi piange….E poi corre.
Sì lui corre. Si alza presto alla mattina.
E prima di correre. Pensa. Pensa a tante cose. Guardando il mare. Andando sulla sabbia fredda della riva. Bagnata dalle onde quiete.
Ho un amico.
Che si chiama Andrea.
Lui vive lontano.
Ma mi è vicino.
Mi parla della sua gente. Del suo paese. Dei suoi desideri.
E se la ride.
Come un bambino che corre. Che corre. Senza stancarsi. Senza voltarsi mai.
E alla fine della sua corsa.
Ansimando.
Mi scrive una frase. E mi lascia il tempo di rispondere. Sempre.
Perché Andrea ha un cuore.
Perché Andrea ha un amico.
Perché per quello che è la vita…Lui ha sempre tempo per me.
Ed io per lui.
Corri ragazzo. Corri.
Posted by Vegas De Laroja
Anemone.
Fiore rosso.
Quasi violaceo.
Che ti lasci raccogliere dal mio pensiero stanco.
Per metterti in uno spazio vuoto.
Fatto di silenzi.
Di suoni ciechi che rimbalzano tra pareti antiche.
Quasi geloso del mio canto lontano.
Senza ombre.
Senza allungarmi dietro un tramonto.
Solo con me stesso.
Senza Anima.
Luce perpetua di un Anemone.
Posted by Vegas De Laroja
Vabice una vita molto ordinata rovina il gusto delle uova sode.
Il ritmo è agitato andante.
Presto devi uscire e devi stare attento a non fare tardi.
A volte le persone litigano come le parole.
Infatti se ripeto infatti arriva insomma seguito da un basta!
Allora prendo tempo.
Ascolto Chopin ” La Tristesse”…e sono orgogliosamente fragile.
Senza bere troppo, mi immendesimo in note assassine.
Ricordandomi della Francia e dei suoi colorati alberghetti di Montmartre.
El Barrio de Montmartre.
Amo le parrucche fosforescenti, adoro anche l’essenza di vaniglia di St. Barth che si scalda sulla pelle.
Vedo il gioco dei miei sensi che si immedesimano in tanti colori.
Ascolto questo ritmo irrequieto e virtuale.
Cercando di trasformare il tutto in un messaggio disordinato.
Ma originale.
Non so come mai ma mi piace dire a me mi piace facendo litigare le parole.
Bisogna assolvermi per aver pensato male di quel piccolo uomo in divisa.
Che ha multato la staticità di una moto a due ruote ferma su un marciapiede.
Ma bellissima.
Se non fosse stata bella non ci sarebbe stata tanta gente intorno.
A guardare la staticità di una motocicletta a due ruote ferma su un marciapiede.
Ed io mi ripeto fradicio di nostalgia.
Assecondiamo i fatti.
Viviamoci amandoci.
Chennesaitu.
Chennesoio.
Forse siamo fatti per non marcire dopo un giorno di solitudine.
Forse dobbiamo assolutamente cercarci nel mondo disordinato.
Giocando con le fisarmoniche nostalgiche di paradossi e sinonimi.
O contrari.
Infatti, insomma…
La vita è anche meravigliosa se hai del tiglio sulle labbra…
O fragole nel cesto da servire sempre fredde con un calice di champagne.
Nulla è lasciato al caso.
Nemmeno se un giorno ascolti Chopin e pensi…
Si io sono colui che armonizza le parole con le emozioni più profonde dell’anima.
Si io sono un piccolo grande artista.
Posted by Vegas De Laroja
L’artista
Sono come Artista.
Senza meta.
Vivendo il mio tempo con cio che ho.
Una penna, un piccolo foglio, un grande pensiero.
Per lasciarmi andare li dove il mio eterno si ferma.
Amando con Amore diverso, quello che non puoi conoscere.
Guardando il mio rimpianto asciutto di passione.
Senza una tregua definita.
Come un Artista che guarda la grandezza del mare.
In inverno.
Senza colore.
Impetuoso.
Spruzzi di parole dette senza senso, a volte.
Tenui frasi di calore e solitudine.
Che ti toccano dentro.
Che ti accarezzano.
Desiderando il non desiderabile.
L’azzurro opaco.
Velluto di desiderio.
Liscio e morbido.
Come una vita che trascorre lenta.
Sapendo che dentro di me….
C’e'l’immensita di una piccola cosa.
Come una luce che di colpo cambia colore.
Cosi il quadro.
Cosi il suo significato.
Cosi la sua musica nascosta dentro….
Senza meta.
Come un Artista.
Nel suo infinito.
Posted by Vegas De Laroja
Mio cerchio
Cerchio solitario,
gioco assoluto tra te e me,
nello spazio definito del tempo.
Unione congiunta di due lune,
in abbraccio infinito.
Cerchio non perfetto
tra movimenti di pensieri esausti
nelle atmosfere preziose
di caldo oro ed incensi…
tra colori notturni
sublimi e spaventati….
Cerchio
congiunzione solare di fuoco
senza il vuoto…
tenendoci ancora nella fede.
Infinita.
Posted by Vegas De Laroja
Qui non ci sono le Brioches del Corrado. E nemmeno la carne salata del Giancarlo. Qui fa solo più freddo. E il vento mi fa pensare lontano. Qui le coperte del letto non sono pesanti, l’aria della mia casa non ha sapore.
Nessun Profumo ad invadere questo spazio, nessun aroma, nessuna luce di fuoco…. Solo un po’ di solitudine, di pensiero, di calma apparente. Quasi come aspettare un qualcosa che deve accadere. Qualcosa che voglio che accada subito.
Qui si va a dormire presto, per non annoiarmi. O per far passare prima una giornata di lacrime agli occhi.
Qui io penso sempre. Che nella mia cucina non ci sono le mie cibarie preferite. Che nel mio bagno non c’è un grande specchio per riflettermi. Che nella mia sala il divano è solo un divano.
Nulla confrontabile alla storia. Al voler essere pieni di parole. Di significato. Di alchimia.
Qui ci si alza presto alla mattina. Perché alla sera ci si stanca prima. Perché non ho ciò che vorrei. Cosi mi assopisco. Percependoti li dove posso percepire. Avvolgendomi nervosamente in un anfratto della camera. Capendo che quello che cerco e che voglio sta altrove.
Qui sono solo io. Senza un significato profondo. Senza gusto. Senza la voglia di non svegliarmi. Senza la presunzione di essere un Re.
Senza te non riesco.
Ti Amo.
Posted by Vegas De Laroja
tiamo. senza errore. tuttoattaccato. forte di essere unico, reperibile e astemio… tiamo. senza errore. tuttoattaccato. senza accenti e senza lodi. ubriaco di passione, avido di sapori. tiamo. senza errore. tuttoattaccato. per poi aspettare il puntoevirgola. e sbagliare.
andando a capo senza motivo.
tiamotuttoattaccato.
Posted by Vegas De Laroja