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PERESSEREPERENNE

Direi ciò che dirò direttamente al cuore del problema.
Farei ciò che farò freneticamente perso nel sistema.
Vivrei ciò che vivrò condizionato dal futuro che non è già arrivato ma già finito.
Mi rifiuto di pensare a domani ma domani arriva e la paura mi incolla al perenne quotidiano.
Per essere.
Ma cosa.




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SE STESSE

Se stesse alle parole direbbe ciò che pensa.
Sé stesse, le parole, dicono ciò che è.
Se una parola sta al pensiero come la realtà al sincero
Io sto nel dizionario come l’essere al verbo.
C’è chi sa coniugarlo.
Chi ne fa retorica.
Chi ne conosce entrambi gli usi.
Chi non li conosce affatto.
L’essere, se stesse alle parole, direbbe ciò che pensa.
Sè stesse, le parole, dicono: che razza di essere!
Se stessimo a sentire
non staremmo più a scriver di parole.




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Sembra una poesia ma è solo dura prosa

Io non credo Signore Io non ho mai creduto Però se mi rivolgo a te è perché qualcosa provo E non so cosa Ma so che da solo non potrei Non potrò Io non credo Signore E non sono educato E ti saluto con ossequio quando sto male Ma quando sto bene non ti penso Io non dubito Signore Che la mia vita sia tutta una prova Che non supererò facilmente E che mi lascerà segni indelebili Io non vivo Signore Se non per soldi, se non per oggi Io non giudico Signore Chi sta meglio né chi sta peggio Io valuto E non sono felice, perché non sei equo. In questa vita non lo sei, no. Se poi un’altra c’è lo scoprirò. Ma oggi, oggi io non posso avere fede. Perché io non credo Signore. Che tu domani mi faccia un regalo. Io corro Signore, Io penso Signore, Io lavoro Signore, Io soffro Signore. Io sono Signore e se dovessi vivere in funzione di quello Che domani potrebbe essere, ma anche non essere, dovrei farlo senza pensare, senza ragionare, senza lavorare, Solo Sperando. Io spero Signore.
Ma rimman’ aggià magnà. E non c’è troppo tempo per pregare. Perché troppi sono i fatti che Consentono, prima e di più, di maledire! Io, vedi, Signore. Devo pagare telefono, luce, acqua, gas, immondizia, casa, prima e casomai seconda. Autostrada, medici, benzina! Io Signore, sto meglio dei senzatetto, sto meglio di chi vive nelle favelas, sto meglio dei palestinesi, sto meglio di mezzo mondo. Ma sto male perché penso e penso che tu…se ci sei, non potrai restituirmi tutta la giustizia che mi hai tolto. Nemmeno se fossi immortale. Perché io morirò e ti maledirò per tutti i problemi che mi ha dato. E meglio per te se non avrò un’altra vita, perché se dovessi averla, la trascorrerei a cercarti, per farti un culo così! Ora se tutto puoi, premurati di sparire per il giorno in cui io capirò che ci sei davvero, perché quel giorno sarà triste per te come tutti i giorni della mia vita messi insieme! Vaffanculo Signore, e se hai qualche emissario sulla terra non mi meraviglierei se mi chiedesse la tassa di utilizzo di fede impropria! Poi Signore, avendo fede, io ti ringrazio di non aver fatto di me un bambino della sierra leone che scava diamanti, un barbone che vive di stenti, un eroinomane, un mafioso, un corrotto, un perverso, una merda della società. Se però ti devo ringraziare per questo allora la fede è: stare nella cacca ed essere felici di non restare soffocati, senza pensare che c’è chi la cacca se la fa pulire dalla colf che tratta come una schiava e che non ha nemmeno sensi di colpa. Se questa è la prima vita che devo vivere Signore, la seconda vorrei farla da miserabile, sapendo però che la mia famiglia sarà sana, che viva bene e che io non possa permettermi nulla ma che loro possano tutto. Non come te, sia chiaro, ma tutto quello che in una vita aiuta per dare quella sensazione di caduca felicità! Perché io oggi non sono felice e non so se la mia famiglia lo sarà domani! E tu, che se ci sei sai che penso, lasci che tutto scorra e che i delinquenti senza morale siano i miei superiori! Bella cazzo di fede che devo avere! O per questo tu mi dai una figlia nana? Perché se così fosse sei ancor più un pezzo di merda..cancella la mia seconda vita perché se ti trovo ti faccio rimpiangere la tua onnipotenza! Che tanto oggi di onnipotenti ne abbiamo abbastanza! Se il viaggio parte così dall’inferno… in paradiso Beatrice fa i pompini per una comparsata! O forse è tutto affidato al caso, allora si che la fede sarebbe solo un oggetto da negozio di gioielli! E vaffanculo pure al prete!




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Il nulla parlando

“Cari Amici, la consultazione con i numerosi militanti ci obbliga all’analisi del modello di sviluppo. La tutela dell’organizzazione, ma soprattutto lo sviluppo continuo delle diverse forme d’attività psico-fisica determina il processo di ristrutturazione e di modernizzazione del sistema di formazione dei comparti che corrispondono alle diverse esigenze. I principi ideologici superiori ci indicano che la costante garanzia nella nostra attività d’informazione e di propaganda garantisce la partecipazione di un gruppo importante nella formazione delle nuove proposizioni”.
discorso di un consigliere regionale ai suoi elettori

Ma dove sta il giustiziere della notte col revolver quando serve!




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Scrivivo

non è tempo per me
non quello di scrivere

l’ho sempre fatto nei momenti troppo tristi
o troppo felici

e non so che farlo così
oggi non è

la tristezza che mi sale dentro
né la gioia che mi rapisce le parole

la mia è una faccia con un muso a tratto dritto
la più brutta che c’è

non mi viene da ridere né da piangere
non mi resta che smettere




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atto di dolore

uno su 5000
su uno di 5000 il 6%
del 6% di uno su 5000 meno del 30%
una rara malattia
con annesse complicazioni articolari
di cui meno della metà interessa le donne
raro, davvero raro
come trovare al primo colpo un medico che ci capisce qualcosa
come trovare sollievo uscendo dal comune senso della felicità

la mia futura figlia avrà da lottare
come se fosse una novità

mi hanno detto di aver fede in dio
Io però vorrei rompergli i denti tutti i giorni
per vedere se poi se lui ne ha così tanta
di fede

VERO




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L’occhio della mente Nebbia o Fumo Vento o Soffio Gioco o Guerra Sottile è la linea che demarca All’occhio della mente La vita Uomini, vigliacchi Incapaci e truci Navigano tra le acque torbide Di una schiumosa società Decidono, fottono, ingannano Vendono fumo per nebbia Soffio per vento Guerra per gioco Una fotografia, scatta l’ira Di chi si aspetta che dolce sia La morte almeno.




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Fumo la trentesima sigaretta, non ho voglia di dormire. Vorrei stare sveglio fino all’alba e poi mettermi nel letto, stanco, al buio, appena il sole sorge pallido e con altri aggettivi banali. Non fumo più penso, devo smettere. Anche Calvino lo diceva o forse lo faceva pur di scrivere qualcosa che avesse un senso, quando è proprio il senso che manca. Non ho sonno, non ora, non per riposare senza prima aver capito cosa accadrà domani. Mi sveglierò, lucido, e non sarò più lo stesso. Bello, stasera mi sento bene, nonostante tutto.




____ 22 ____

Iniziare qualcosa con le parole giuste, non troppo ricercate per non sembrare saccente né troppo semplici per non dare l’idea del banale, è difficile.
Ora non so se sta per essere partorita una poesia, un racconto o un solo limitato pensiero, non so.
So che trovare le parole adatte è sempre difficile: Il vento è magnifico, quando non spegne le candele il tramonto, sempre meglio che sia lontano il mare, calmo.




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Non ho retto… e neanche culo.

No, non ho retto la scorsa notte, anche perché più che notte era mattina quando sono rientrato. Neanche ubriaco, solo stanco di aggirarmi diverso tra la gente. Troppo, certe volte penso sia troppo quello che di inutile c’è in giro. Stupide donnine agghindate come alberi di natale e stupidi uomini dalle facce tirate. E quando le une incontrano gli altri scocca la scintilla. Si piacciono. Si bisbigliano frasi fatte e ripetono per tutta la notte le stesse cose. Si guardano e qualche volta trombano. Lo faccio anch’io quand’ho la vena scellerata che mi parte. E non penso….faccio e basta. Certe sere però sono diverso, più stufo del solito di stare a sentire discorsi idioti e cercare di acchiappare troiette con frasi banali: Sai che mi sei antipatica? Hai due occhi che brillano come due comete… Sei bella come una stella! Io non ho mai avuto una visione più soave! 3 fiammiferi accesi..e qui si cita Prevert senza sapere chi è… E potrei continuare per ore con il repertorio del playboy moderno. Giuro che ho visto gente far colpo con frasi del genere! E’ assurdo, penso. Una che ride, anche solo per finta, all’ascolto di una frase del genere mi fa passare la voglia pure di scoparmela sul viscido cesso di un locale. E non c’entra quanto è figa. Mi passa la fantasia e basta. Gente così in giro c’è n’è a rimorchiate; Quintali di inutilità e superficialità si aggirano per le strade, i posti di lavoro, i locali alla moda…. Non ne posso più, mi dico certe volte. Devo smettere di cercare qualcosa in posti del genere. Ma dove vado a cercare quello che per me ha senso? In un’isola deserta? Ma se è deserta ci sarei solo io e qualche granchio. E poi mi piace andare in giro a bighellonare e testare ogni sera la mia capacità di adattarmi alla stupidità. Forse sono anch’io così. In fondo in fondo cerco solo apparenze e inganni.