Mi ricordo
mi ricordo il bagno alla sera
l’asciugamano bollente
il profumo del borotalco
mi ricorda mia madre
mi ricordo la discesa in bicicletta
la riga verde del prato che sfugge
il muro in fondo che sta lì
me lo ricorda una cicatrice
mi ricordo gli uomini correre
il fumo dei lacrimogeni
l’orologio perso nella fuga
il fiato spinto nella foga
la polizia
i capelli delle donne
correvano anche loro
i capelli, intendo
perchè le donne è chiaro che correvano
non c’era da fare
c’era solo da scappare via
mi ricordo la nebbia del bar
la saracinesca abbassata
il piano din din
che suonava da solo, mi sa,
che il pianista chi se lo ricorda
ubriachi tutti
di gioia di amore di sesso
di stare lì e non altove
mi ricordo in bianco e nero
la finestra aperta
la guerra fuori
varsavia fuori
lei china su di me
io pronto a morire
mi ricordo camminare nel fango
nella neve
nella pioggia
nel vento
nella più bella libertà
che il sole possa illuminare
mi ricordo la lentezza di salire
la sveglia nel rifugio
l’odore della branda e della coperta
i ramponi e il ghiaccio
il sole lassù, quaggiù e pure qui
il brucio sulla faccia
e la velocità discesa
sdraiato sul sacco della spazzatura
mi ricordo l’automobilina a pedali
la casa senza colore
il corridoio lungo
lo scarafaggio sul cofano
l’urlo
lo schianto sullo stipite della cucina
mi ricordo che ti ho vista dal balcone
alzare lo sguardo
abbassare la guardia
che ho visto il tuo viso sorridere nel buio pesto
mentre facevi l’amore
a me
e solo a me, facevi l’amore
mi ricordo camminare sopra il molo
sopra il mare
senza meta se non la sua fine
una scoppola in testa
gli scarponi in mano
uno zaino un sacco a pelo un’arma
fumo una sigaretta e poi vengo
mi ricordo insegnarti a parlare
a camminare
a correre ridere sognare
a essere donna
a essere uomo
a essere tu
mi ricordo la doccia al mattino
il gusto del vapore
il rasoio il pennello le barzellette
il sorriso
mi ricorda mio padre
mi ricordo
mi ricordo
che proprio ora
devo andare.